Autismo: trascrizione del magistrale discorso di Temple Grandin

«E voglio parlarvi adesso dei vari modi di pensare. Dovete lasciare perdere il linguaggio verbale. Io penso per immagini. Non penso col linguaggio. Ecco, la cosa della mente autistica è che si occupa dei dettagli. E il fatto è che la mente normale trascura i dettagli. La mia grande preoccupazione è che in molte delle politiche del momento le cose stanno diventando troppo astratte. La gente si sta allontanando dalla roba pratica, manuale. Mi preoccupa molto che molte scuole abbiano tolto le lezioni pratiche, perché l’arte e le lezioni di quel tipo, quelle erano le materie in cui io eccellevo. Allora cosa è pensare per immagini? Letteralmente è avere il cinema nella testa. La mia mente funziona come Google per le immagini. Allora, quando ero bambina, non sapevo che il mio modo di pensare fosse diverso. Pensavo che tutti pensassero per immagini. Ed è stato sconvolgente scoprire che il mio modo di pensare era parecchio diverso. Come se dico: “pensate ad un campanile”, la maggioranza capisce un campanile in generale, generico. Io vedo solo immagini specifiche. Mi lampeggiano nella memoria, proprio come Google per le immagini. Bene, ecco la chiesa della mia infanzia, precisissima, ce ne sono altre, Fort Collins, bene, ne vogliamo di famose? E praticamente arrivano così, più o meno, proprio veloci veloci, come Google per le immagini, e arrivano una alla volta, esplodono nella mia immaginazione. E poi penso, bene, potremmo far nevicare, o potremmo avere un temporale, e posso fermarle per farne un video. Allora il pensiero visivo è un vantaggio eccezionale. Una delle cose che sono in grado di fare nel mio lavoro di progettista è che posso realmente testare un’apparecchiatura nella mente, come un computer per la realtà virtuale. E alcune ricerche adesso dimostrano che gli autistici pensano proprio con la corteccia visiva primaria. Ora, il fatto è che il pensatore visivo è solo uno dei tipi di mente. Vedete, la mente autistica tende ad essere una mente specialistica, brava in una cosa e scarsa in qualcos’altro. Io ero scarsa in algebra e non mi hanno mai lasciato fare geometria o trigonometria. Errore gigante. Scopro che un sacco di ragazzini devono saltare l’algebra e passare subito a geometria e a trigonometria. Ora, un altro tipo di mente è quella che pensa per schemi. Più astratta, ecco gli ingegneri, i programmatori di computer. Alcuni di questi spesso hanno problemi con la lettura. Si vedono gli stessi problemi nei bambini dislessici. E poi c’è una mente verbale, quelli che sanno ogni cosa su tutto. Ora, un’altra cosa è la questione sensoriale. Ci sono bambini che non sopportano le luci fluorescenti. Altri hanno problemi con la sensibilità ai suoni. Ora, il pensiero visivo mi ha permesso di capire moltissimo della mente animale. Perché, pensateci bene, un animale è un pensatore che si basa sui sensi, mica verbale, pensa per immagini. Pensa per suoni. Pensa per odori. Pensate a quante informazioni ci sono sull’idrante vicino a casa. Sa chi ci è passato, quando ci è passato, se è amico o nemico, se c’è qualcuno con cui si può accoppiare. C’è una tonnellata di informazioni su quell’idrante. E sono tutte informazioni molto dettagliate. E guardando questi tipi di dettagli ho potuto capire moltissimo sulla mente degli animali. Ora, la mente animale, e anche la mia mente, mette le informazioni che si basano sui sensi in categorie. Uomo sul cavallo e uomo sul terreno. Questo è visto come due cose totalmente diverse. Ora, questa capacità di mettere le informazioni in categorie, trovo che molta gente non lo fa molto bene. Quando sono in giro a risolvere problemi di attrezzature, o problemi di qualche tipo in un’azienda, non sembra che siano capaci di capire: “Ho un problema di formazione delle persone? O c’è qualcosa che non va nell’attrezzatura?”. In altre parole, separare la categoria problema di attrezzatura, da quella: problema di personale. Trovo che molte persone lo trovano difficile. Vedete, mentre penso a questa cosa, tiro fuori tutte queste informazioni specifiche. È specifico, così, vedete, il mio pensiero è dal basso all’alto. Prendo tutti i pezzettini e li metto insieme, come in un rompicapo. Ora, il punto è che il mondo avrà bisogno di tutti i diversi tipi di mente che lavorino insieme. Dobbiamo lavorare per sviluppare tutti questi diversi tipi di mente. E una delle cose che mi fa andare davvero fuori di testa, quando viaggio e faccio riunioni sull’autismo, è che vedo un sacco di bambini intelligenti “nerd” e “geek” e non sono bambini molto socievoli. E nessuno si dà da fare per stimolare in loro un interesse in qualcosa tipo la scienza. Si deve portare ai bambini roba interessante. Quando si è fuori dalle zone ad alto tasso di tecnologia, non sanno cosa fare con questi bambini e non stanno andando in una direzione giusta. Il punto è che si può fare che una mente, sia una mente più pensante e cognitiva, oppure la mente può essere più connessa per essere più socievole. È quello che alcune ricerche hanno dimostrato nell’autismo, è che potrebbero esserci più collegamenti qui, nella testa, nella mente davvero brillante, e perdiamo alcuni circuiti sociali qui, nel cuore. L’aumento della capacità di pensare va a discapito della socievolezza, e si arriva al punto che la cosa è così grave, che avremo una persona che rimane non-verbale. Nella mente umana normale, il linguaggio copre il pensiero visivo che condividiamo con gli animali. Bisogna mostrare a questi ragazzini roba interessante, e hanno eliminato le lezioni di meccanica, quelle di disegno e quelle di educazione artistica. Dobbiamo pensare a tutti questi tipi diversi di mente, e bisogna assolutamente lavorare con questi tipi diversi di mente, perché avremo assolutamente bisogno di questi tipi di persone nel futuro. Vedo troppi di questi ragazzini intelligenti che non hanno imparato cose fondamentali, tipo come essere puntuali. A me l’hanno insegnato quando avevo otto anni. Me l’hanno insegnato quando ero molto, molto piccola. E ho dovuto imparare a come fare i compiti che mi assegnavano. Devono imparare come fare qualcos’altro, non sempre la stessa cosa, diciamo che se il bambino è fissato con i Lego, facciamo in modo che si impegni a costruire cose diverse. Il fatto è che la mente autistica, tende ad essere fissata. Tipo, se un bambino ama le macchine da corsa, le usiamo per la matematica. Proviamo a capire quanto ci mette una macchina da corsa a percorrere una certa distanza. In altre parole, utilizziamo questa fissazione, per motivare quel bambino. Questa è una delle cose che dobbiamo fare. Cosa possono fare i pensatori visivi quando diventano grandi? Possono fare progetti grafici, un sacco di cose con i computer, fotografia, disegno industriale. I pensatori per schemi sono quelli che diventeranno matematici, tecnici del software, programmatori. Tutti questi tipi di lavori. E poi ci sono le menti che ci sanno fare con le parole, ottimi giornalisti, e sono in grado di diventare attori, molto, molto bravi. Perché la cosa dell’essere autistici è che ho dovuto imparare le competenze sociali come se fosse teatro. È come, tipo, bisogna impararle e basta. E dobbiamo lavorare con questi studenti. E questo ci porta alla figura di un mentore. Cioè il mio insegnante di scienze non era un insegnante abilitato, era uno scienziato spaziale della NASA. Osservo che i buoni insegnanti, per un sacco di questi ragazzini, stanno nelle università per adulti. Bisogna che alcuni di questi buoni insegnanti vadano alle medie e alle superiori. Un’altra cosa che può portare risultati davvero buonissimi è che ci sono molte persone che sono in pensione, che lavorano nel settore del software, e sanno insegnare ad un bambino. E non importa se quel che gli insegnano è vecchio, perché quel che si fa è far scoccare la scintilla. Fare sì che il bambino si entusiasmi. E se lo si entusiasma, poi quello impara tutta la roba nuova. La figura del mentore è essenziale. Non lo sottolineerò mai abbastanza. È quello che il mio insegnante di scienze ha fatto per me. E dobbiamo seguire questi bambini e dar loro un lavoro. E li portate a fare internato nelle vostre aziende. Il punto è che la mente autistica o di tipo Asperger deve avere un compito specifico. Non dite solo “Progetta un nuovo software”, dovete dire qualcosa di molto più specifico: “Bene, stiamo progettando un software per un telefono, e deve fare qualcosa di specifico, e deve usare solo un tot di memoria, questo è il tipo di specificità richiesto”.»

Temple Grandin, diagnosticata come autistica da bambina, parla di come funziona la sua mente e condivide la sua capacità di “pensare per immagini” che la aiuta a risolvere problemi che non sempre la mente neurotipica è in grado di cogliere. Temple Grandin sostiene che il mondo ha bisogno delle persone che rientrano nello spettro dei disturbi dell’autismo: pensatori visivi, pensatori schematici, pensatori verbali nonché di tutti quei bambini intelligenti che definiamo “geek”.

 

Tratto dal sito ufficiale TED e dal video originale:

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