Culturismo: training per le arti marziali

La cultura fisica è un ottimo strumento che coadiuva le prestazioni marziali, come disse il prof. John David York: “La forza e la potenza sono l’orgoglio di ogni uomo, voi potete essere lo scultore di voi stessi”.

Questo autore nel 1965 pubblicò un interessante libretto di una quarantina di pagine con copertina flessibile da cui traggo e scrivo qui di seguito l’essenza della materia:

Jpeg

«L’esperienza ha dimostrato che una scheda di circa 10 esercizi interessanti tutti i principali gruppi muscolari del corpo, rappresenta, nella maggior parte dei casi, il migliore sistema di allenamento. Il programma di allenamento ai pesi, descritto in queste pagine, è una scheda scientifica che ognuno può praticare con beneficio e che permette ai principianti di iniziare felicemente la carriera di futuri campioni della nostra disciplina sportiva.

Per quanto riguarda la frequenza d’allenamento, la maggioranza degli atleti trova che tre allenamenti alla settimana, a giorni alternati, è il metodo che dà i migliori risultati, perché perette al fisico di ricuperare le energie e può ricostruire i tessuti distrutti durante le sedute di allenamento. Dopo 1 anno di pratica, il giovane culturista potrà aumentare il numero delle sedute a quattro alla settimana, badando a non cadere nel superallenamento.

Circa i pesi da usare, generalmente è meglio cominciare con pesi molto leggeri e, dopo alcuni allenamenti spesi per abituare i muscoli ai nuovi movimenti, bisognerà aumentare gradualmente i pesi. È importante aumentare i pesi perché il volume della muscolatura sarà proporzionato alle masse di ferro sollevate. Bisogna evitare gli sbalzi di peso troppo violenti, tenendo presente che è meglio aumentare di soli kg. 2 ogni allenamento che di kg. 10 in una volta sola; così facendo si può essere successivamente obbligati a ridurre il peso durante i periodi di bassa energia, e ciò invariabilmente porta a una depressione psicologica che è bene evitare, perché frena l’entusiasmo e l’ambizione, elementi essenziali per giungere al successo.

In certi esercizi, come nella “panca” e nello “squat”, si potrà aumentare il peso al bilanciere per un tempo considerevole e ci vorranno dei mesi prima di raggiungere un limite. In altri esercizi, come nelle alzate laterali e nel “pull-over” a braccia tese, si raggiungerà il limite provvisorio in poche settimane. Questo non deve assolutamente preoccupare essendo un fatto naturale, e finché un peso usato fornisce un buon allenamento, tale è il peso giusto.

Per quanto riguarda il sistema di gruppi e ripetizioni, un principiante, durante le prime 2-3 settimane di allenamento, deve eseguire per ogni esercizio 1 o 2 gruppi al massimo con 10 ripetizioni ognuno. Passate le prime settimane arrivare a 3 gruppi di 10 ripetizioni e mantenere tale sistema per i primi due mesi di pratica. Aumentare il peso dell’attrezzo ogni volta che le 10 ripetizioni sono eseguite con facilità. Un culturista con più di tre mesi di pratica può usare con successo il sistema “8 ripetizioni per ogni 4 gruppi”, cioè ogni esercizio 4 gruppi ed ogni gruppo 8 ripetizioni.

Naturalmente durante l’allenamento è necessario rispettare certe norme. Per esempio, l’alimentazione non deve mai essere esagerata e comunque deve essere integrata da proteine. Il riposo notturno è di rigore per recuperare le energie e per concedere ai muscoli la giusta pausa. Otto-dieci ore di buon sonno per notte devono rappresentare la regola. Infine, alla conclusione del ciclo di esercizi, prendere una buona e tonificante doccia tiepida. Ecco i primi esercizi che devono essere affrontati nell’ordine in cui li presentiamo:

  1. Distensione su panca orizzontale, con bilanciere, impugnatura medio larga.
  2. Apertura con due manubri, su panca orizzontale.
  3. Pull-over a braccia tese, con bilanciere.
  4. Rowling motions con bilanciere, impugnatura larghezza delle spalle.
  5. Curling con bilanciere, in piedi.
  6. Distensione con bilanciere, dietro il collo.
  7. Flessioni di gambe.
  8. Hack squat.
  9. Sollevamento sulle punte dei piedi.
  10. Sit-ups, per gli addominali.

Con questi primi esercizi date il via allo sgrezzamento del vostro corpo. Insomma, voi potete essere lo scultore di voi stessi. Naturalmente ci vuole volontà, rispetto della tabella di marcia che vi siete prefissa.» Prof. John David York con il titolo “Forza, Energia, Potenza, Vigore” 1965

Un altro importante libro è stato scritto da due esperti marzialisti: “Ennio Falsoni – Giuseppe Panada – Corso completo di culturismo – De Vecchi Editore – 1982”; libro che, al di là della copertina eccessivamente pubblicitaria, riporta all’interno delle interessanti e precise schede di allenamento finalizzate a migliorare le prestazioni degli atleti praticanti “judo” e “karate“.

Gli esercizi al corpo libero tratti dalla ginnastica tradizionale, dal pilates, dal primitive, dal calisthenic ecc. sono dei moderni metodi di condizionamento corporeo per sviluppare i muscoli, ottimizzare le prestazioni, armonizzare i movimenti, in modo funzionale al training che si deve eseguire.

Dal canto mio, l’utilizzo del tipico metodo conosciuto come “Dare la cera e togliere la cera” tratto dal film “Karate Kid” continua ad essere un fondamentale metodo di allenamento, quindi, la cultura fisica marziale, per me è anche: falciare l’erba (o strapparla con le mani) metodo che permette di irrobustire le mani per le prese sul judogi e per i combattimenti in clinch. Spaccare la legna con l’ascia o segarla a mano, per saper dosare la potenza, ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo, come nelle pratiche dei samurai.

Correre e camminare in mezzo alla natura (magari “zaino in spalla”), oppure utilizzare la mountain bike, tonifica i muscoli, fortifica il fiato, stimola la volontà, la resistenza alla fatica e la sopportazione della sofferenza.

Il football, inteso soprattutto come palleggiare, prendere e tirare la palla al volo, migliora l’efficienza dei calci; ma il colpo d’occhio e la scelta di tempo per parare un tiro, per schivare o smorzare la potenza di una pallonata, il movimento di polso per deviare con scioltezza la traiettoria del pallone, sono tutti esercizi che incrementano la capacità di combattere a distanza.  La pallacanestro sviluppa la potenza dei pugni; il tennis aiuta a ottimizzare le tecniche con le armi (spada e bastone); si può quindi attingere dagli sport un divertente e interessante bagaglio di cultura fisica mirata per le arti marziali.

 

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