Gesto grafico

“Le origini del linguaggio non riguarderebbero la sola bocca, bensì anche la mano, ed è dalla loro interazione che prenderebbe corpo la voce” Michael Corballis (2010)

Rappresenta in proporzione al corpo umano quanto siano sensibili alcuni punti: le mani sono una delle parti più sensibili e importanti per realizzare i pensieri.

Dall’uomo ancestrale, cacciatore e predatore abitante le savane, ad oggi, il corpo umano è praticamente lo stesso. Quello che si è enormemente evoluta è la capacità di comunicare, socializzare, programmare strategie di gruppo.

La chiave di questa immensa potenza è la “comunicazione”.

La conoscenza fu tramandata oralmente di generazione in generazione, ma per fissare i concetti in modo stabile, i suoni e le immagini furono prima dipinte e poi scritte.

La scrittura è l’estrinsecazione perfetta e sintetica della più elevata capacità intellettuale comunicativa umana.

Le mani impugnano la matita, ma il loro movimento, finissimo, è frutto dell’elaborazione mentale.

Proviamo a scrivere la nostra firma con i piedi sulla sabbia, i movimenti, pur grandi e meno precisi, sono gli stessi che faremmo se utilizzassimo le mani.

Viceversa, se tentassimo di scrivere con la mano opposta alla nostra abituale (i destri con la sinistra, i mancini con la destra), ci troveremmo in estrema difficoltà, perché utilizzeremmo le facoltà dell’emisfero cerebrale opposto a quello solito: non scriviamo con la penna, scriviamo con il pensiero!

grafologia e arti marzialiIl gesto grafico in un istante percorre pochi millimetri di carta dove fissa il ritmo respiratorio, l’energia vitale, la propensione ad essere egocentrici o estroversi, la capacità di concretizzare o ideare ecc.

In base al rapporto spaziale, scrivendo da sinistra a destra, ciò che si è già scritto rappresenta qualcosa di già vissuto, quindi è in relazione con il passato; ciò che si deve ancora scrivere è il potenziale che immaginiamo si estrinsicherà nel futuro.

In base al modo con cui ci si inclina o ci si storce quando si scrive ecco che lasciamo traccia di quanto noi siamo legati alle esperienze passate e con che atteggiamento emotivo ci approcciamo alle vicende future.

Come Pitagora, cresciuto nelle scuole misteriche dell’Antico Egitto, sceglieva gli alunni da ammettere ai suoi corsi in base al modo con cui camminavano, perché nel cammino si vedeva il rapporto dell’individuo con l’armonia del respiro della vita, così, oggi con l’esame grafico possiamo conoscere con perfetta dovizia le qualità e le caratteristiche di ogni individuo per orientarlo verso i percorsi più appropriati alla sua natura in questa esistenza.

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Homo lux: studio e ricerca aldilà dei margini – prof. Sergio Sapetti

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