Grafomotricità

Può essere una eccelsa calligrafia vergata da un cultore dell’arte, può essere una normale calligrafia (o anche stenografia) senza pretese di bellezza, ma “sentita” e vissuta intimamente, può essere uno scarabocchio infantile, anche se redatto da chi, per disabilità, non è in grado di fare altrimenti, ma la scrittura è sempre un canale con cui i pensieri e le azioni si connettono in modo perfetto.

I Samurai si allenavano nell’arte della calligrafia per educare la mano al gesto delicato e preciso indispensabile nel perfetto uso della spada.

A scuola utilizzo normalmente la grafomotricità per affinare l’abilità psicomotoria degli alunni disabili.

Grafomotricità è sinonimo di meditazione eseguita tramite la scrittura.

Percepire i lievi movimenti delle piccole articolazioni della mano, modellare la pressione, osservare con attenzione il tracciato per non trasbordare, scrivere stando in una posizione corretta, ritmando il respiro in base al movimento scrittorio, sciogliere le tensioni di tutto il corpo, per non trasmettere lo stress nella scrittura, sono gli esercizi grafomotori che aiutano chiunque a migliorarsi, utilizzando il più potente mezzo di comunicazione che l’umanità abbia sviluppato nel corso dei millenni.

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