Nuove poesie: Invidia

Che gli invidiosi se la “suppongano”!

Invidia

Che brutta che è la tua faccia ingenua, quando ti sorrido falsamente;

che sguardo ammirato mi fai quando ti dico parole di lode, prendendoti in giro.

Rispondi con esasperante gentilezza alle mie menzognere adulazioni,

non mi guardi con cattiveria, non rispondi con rabbia alle mie provocazioni.

Che brutta che è la tua famiglia normale,

piena di problemi e dolori che sono esposti al mondo,

mentre la mia appare perfetta, perché è finta.

Che schifo fa il tuo sapere ignorante: di ogni cosa hai dubbio, incertezza, mediocrità, insicurezza.

Io so tutto di tutti, abuso del mio potere,

della mia posizione sociale,

del mio ruolo dominante;

il mio orecchio scruta ogni pettegolezzo, non mi faccio scrupoli,

tu invece vai per la tua strada, non noti nulla.

Pensi solo a studiare, lavorare, stare nel tuo anonimato:

non ti interessa apparire, non ti interessa prevaricare,

non ti interessa di essere il centro dell’attenzione,

non ti interessa che gli altri ti temano,

che si genuflettano ai tuoi piedi, che soffrano per te.

Ma come puoi vivere in tale miseria!

Come puoi indossare pudichi manufatti abiti scialbi,

senza ostentare lusso e forma?!

Come puoi essere felice dei tuoi figli inutili:

in loro non c’è cattiveria, non c’è spietatezza, non c’è arroganza!

Mai ce la faranno a diventare “qualcuno” i figli inetti di genitori “qualunque”.

Quanto ti odio, quando ti penso!

Il mio sguardo si fa acuto, il mio labbro si serra,

il mio pugno si stringe,il mio fiato si accorcia.

Quanto ti odio!

Voglio rubare la tua serenità, voglio rubare la tua felicità, voglio rubare la tua bellezza, voglio rubare il tuo mondo, invece posseggo solo il mio.

Quanto ti odio, perché tu hai ciò che io non ho.

E se non ce l’ho io, non puoi averlo tu!

Voglio deturparti!

Mi rodo i visceri, mi riempio di spazzatura,

dipingo il mio corpo per non farne vedere la putredine,

lo camuffo con attributi artificiali,

stiro ogni ruga per far scomparire le tracce della mia inquietudine.

Ma non mi basta, non mi basta perché tu sei lì, nei miei pensieri:

con il tuo sorriso sereno, nonostante i lutti, le invalidità, le malattie, la povertà.

Non mi basta, perché tu sei lì, nei miei pensieri:

con il tuo mondo “normale”, con la tua vita “qualunque”

con le tue lacrime di dolore…

Io non posso piangere…..

un cuore arido è troppo secco per lacrimare sangue.

Ti odio, perché la tua vita è vera, invece, la mia esistenza è serva della morte.

E allora che il tormento di devasti:

non meriti di essere felice, agogno la tua distruzione.

Scelsi di vivere in un mondo di menzogne e mi vendetti,

ora, con subdola insidia, nell’invidia bramo vendetta!

Che tristezza e che paura mi fa la tua pace….. quanto ti invidio…..

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