Stenografia agonistica sportiva

Nella mia qualità di stenografo agonista e professionista, allenatore di alcuni dei migliori e più affermati stenografi italiani della fine dello scorso secolo, posso affermare con cognizione di causa: la stenografia di per se stessa non è una pratica sportiva, ma la stenografia agonistica è una pratica sportiva!.

Prima di ogni gara si devono preparare, per ore, mente, corpo e riflessi. Lo stress a cui è sottoposto il fisico, quando si stenografa ad una velocità variabile da 2 a 3 parole al secondo di media, per 7 – 10 minuti è tale che ogni gara d’alto livello va preparata con mesi di anticipo. La mano scrivente deve eseguire dei repentini cambi di direzione in microspazi, dosando esattamente la pressione scrittoria in modo che sia oscillante dal rafforzato (scendendo) al leggero (salendo), occorre controllare l’ovalizzazione degli occhielli e dei segni curvi, irrigidire istantaneamente le dita al momento dei cambi direzionali, alleggerendo di colpo se occorre eseguire dei filetti curvi.

Sergio Sapetti e Riccardo Bruni nello studio di Giovanni Vincenzo CimaPer ottenere questa elasticità ci si allena per ore (nei giorni che precedono le gare internazionali sono arrivato a 8 ore di allenamento al giorno, chiunque provi a scrivere in corsivo per otto ore tutti i giorni e poi vediamo se non ha anch’egli i crampi come gli atleti di altre discipline). Il respiro può alterare la forma degli stenogrammi, quindi si scrive controllando inspirazione ed espirazione, controllando la tensione dei muscoli addominali, gestendo la tensione dei muscoli fini del braccio, del polso e delle dita.

Come per i piloti automobilisti quando cambiano le marce, voltare la pagina di un notes deve essere una pratica particolare, preparata già a metà del foglio. Il pollice della mano con cui non si scrive prepara l’atto, in contemporanea l’altra mano scrive, mentre la mente decodifica i messaggi sonori, li incanala in un contesto logico di sintesi, e il respiro governa tutti i movimenti. I migliori stenografi sono sempre quelli che girano le pagine più velocemente, che lasciano i chiaro-scuri più evidenti, che non tremano nei micromovimenti, che rilassano la tensione durante la stenoscrizione di verbali che, già a livello uditivo, per le persone non preparate, sono veloci da essere interpretati, non solo sintetizzati mentalmente e scritti perfettamente.

Coppa Campione del Mondo di Stenografia 1993

Coppa Campione del Mondo di Stenografia 1993

Un dato statistico constatato sulla maggioranza dei migliori stenografi agonisti che ho conosciuto: quando si smette di gareggiare, rispetto agli anni precedenti in cui si era agonisti, il corpo in genere aumenta di peso di oltre il 10% per il solo fatto che la tensione muscolare e psicofisica è cessata. La stenografia agonistica non è paragonabile alla stenografia scolastica o a vecchi modelli di segretarie tramandatici dai film neorealistici anni ’50. Essa è una pratica sportiva in cui la coordinazione dei movimenti, l’impegno muscolare, la tensione dei tendini, la capacità di resistenza agli sforzi, la perfetta abilità esecutiva e l’abilità mentale devono essere svolte in modo armonioso per tutta la durata della prova (lo stesso dicasi per la dattilografia, la stenotipica ecc. addirittura è passato alla “storia” un ingegnere indiano, che ad ogni mondiale si costruiva da sé i supporti su cui posizionare la macchina per scrivere meccanica, per poter avere la migliore posizione ergonomica per l’occasione).

Stenografare a 150 parole al minuto di media significa avere perfetta padronanza del linguaggio e delle sue regole abbreviative, ottima esecuzione degli stenogrammi, colpo d’occhio, prontezza di riflessi, tenacia muscolare e tendinea, attenzione respiratoria costante. La stessa cura si ponga per gli strumenti di scrittura: scelta e selezione dei migliori tipi di inchiostro e di carta, per ottenere e “sentire” sempre sulla “punta delle dita” la consistenza dell’attrito, la scorrevolezza della penna sul foglio. Coloro che ho preparato e che hanno dimostrato con i fatti, confrontandosi contro decine o centinaia di altri concorrenti d’alto livello (a seconda della competizione), di essere ai vertici dell’agonismo stenografico, li ho allenati con la stessa disciplina e attenzione che oggi (non più agonista e preparatore in stenografia), continuo a mettere nelle arti marziali (che pratico da oltre trent’ anni).

La stenografia agonistica è uno sport, chiunque lo dubiti, oltre a rivolgersi alle pubblicazioni di settore e agli atleti che la praticano o l’hanno praticata sul serio, è invitato a provare sul campo cosa significano le mie precedenti parole. Per concludere, la stenografia agonistica è come un’arte marziale applicata in competizioni sportive: armonia (arte) e disciplina perfetta di mente e corpo (marziale) da praticarsi affrontando avversari di simile valore in competizioni in cui si raggiungono i limiti dell’intelligibilità da parte dell’organismo umano per capire e stenografare un verbale di 1.200 parole in meno di dieci minuti, per poi ritrascriverlo in scrittura corrente con il minor numero di penalità nel minor tempo possibile.

La stenografia agonistica è diffusa a livello mondiale da oltre mezzo secolo; le gare, un tempo unite a quelle di dattilografia e calcolo a macchina, ora sono svolte insieme all’elaborazione del testo al computer (da oltre un secolo la stenografia a mano e la stenotipia, cioè la stenografia a macchina, sono equiparate sia a livello professionale, sia durante le gare).
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