Storia di Annina, la via stenografica all’emancipazione

Nata nel 1857 vicino a Ivrea, con la macchina inventata dallo zio fu chiamata a Roma al Senato, dove lavorò con un alto stipendio riuscendo a crescere sei figli [….] la storia della nipote di “Antonio Michela Zucco”, l’inventore della omonima “macchina per stenografare” (Stenotipia), ottenuta unendo insieme la meccanica della macchina per scrivere e quella del pianoforte.

Macchine per la Stenotipia Michela

Oggi la stenotipia con il sistema Michela è utilizzata a livello parlamentare. In Italia è presente al Senato della Repubblica, mentre alla Camera dei Deputati, tradizionalmente, si utilizza la stenografia nei sistemi Cima e Gabelsberger Noe.

Gli attuali sofisticati mezzi di stenotipia elettronica (realizzata con vari modelli di macchine, a volte fra loro molto differenti) sono spesso dotati di sistemi di trascrizione automatica computerizzata che consentono di ridurre al minimo i tempi di trascrizione se non addirittura di avere la sottotitolazione in diretta dei programmi televisivi a favore dei non udenti, questa pratica è sviluppata soprattutto negli Stati Uniti d’America.

Sempre negli USA, la stenotipia è utilizzata da oltre cinquant’anni per redigere i verbali dei processi, mentre nei tribunali italiani ha una presenza saltuaria.

Qui di seguito inserisco l’articolo comparso sull’inserto del quotidiano “La Stampa” relativo alla vita di “Violetta Annina, stenografa al Senato del Regno”, nata nel 1857 a Quassolo, sopra Ivrea e nipote di Antonio Michela Zucco.

Storia di Annina, la via stenografica all’emancipazione

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