Tomoe Gozen: donna samurai

Tratto da Tomoe Gozen

« Con la sua pelle diafana, i lunghi capelli e il volto aggraziato, Tomoe era la più bella. Era anche un arciere forte e un soldato vigoroso, in sella o a piedi, adatta ad affrontare un demone o un dio, valeva quanto mille guerrieri. Aveva una tattica superba nel rompere le righe di cavalli selvaggi, non temeva le discese accidentate. Nelle prime fasi della battaglia, Yoshinaka la inviava come primo capitano in armatura pesante, con una grande spada e un potente arco. Al suo nome era associata maggiore gloria che a qualsiasi altro guerriero. E quando tutti erano ormai periti o scappati, lei era rimasta fra gli ultimi sette cavalieri. »
(Jonathan Clements, “La storia segreta dei samurai” tratto da wikipedia).

La letteratura giapponese tende ad eroicizzare gli uomini, ma al fianco dei più famosi samurai maschi, vi furono anche delle donne, prestigiose combattenti sia con l’alabarda najinata, sia in alcuni casi specializzate nell’arte del combattimento con il coltello,tantōjutsu (vedi Onna-bugeisha).

Notizie di donne samurai, pur sporadiche e a volte accompagnate da un alone di leggenda, si hanno fino ad oltre la metà del XIX secolo, quindi fino alla fine dell’epoca dei samurai.

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