La storia e il romanzo si intrecciano.
Allobrogia: giovane schiava di origine norrena; probabilmente il nome le fu assegnato perché venne “commerciata” nella via che dal Nord Europa, sua zona di origine, popolazioni scandinave, scende in Gallia Transalpina e poi in Gallia Cisalpina.
Questo valico e percorso fu probabilmente quello seguito da Stilicone e il suo esercito romano poco prima della Pasqua del 402 d.C. quando scese dall’Helvetia per raggiungere Alarico (battaglia di Pollenzo). Mentre Stilicone scendeva nella via più a ovest, probabilmente attraversando il Po a Industria, Alarico lo attraversava più a est (attuale zona di Casale Monferrato?…).
Nel romanzo, ambientato tre secoli prima, la situazione socio-politica è molto diversa: la Gallia Cisalpina è un territorio pacifico, ricco di artigianato e commercio, Industria (attuale Monteu da Po) è una città-colonia romana fiorente e importante (non sono note mura di cinta a sua difesa), il sostentamento dei cittadini romani è dato dai terreni agricoli di Bodincomagus, il villaggio ligure-celtico, completamente romanizzato (attuale Lauriano).
Gli scambi commerciali con la Valle d’Aosta e quindi di lì con la Gallia Transalpina sono continui, la ricca famiglia romana degli Avili è ben insediata su entrambi i territori (Aymaville e Industria) e commercia con Padova (sua zona d’origine) via Po.
Nel racconto, Euscarbio, per sostenere la seconda moglie Abelia, acquista Allobrogia, una giovanissima schiava dai capelli biondo-rossi, proveniente dalle terre del nord. La coppia si affeziona alla “schiava” trattandola come una sorella minore e, nel prosieguo, quando sarà adulta, Allobrogia sarà liberata da Euscarbio, ma continuerà a servire la famiglia degli Oviconi e non lascerà più Bodincomagus.
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