Alcuni protagonisti del libro Eriros – Eco di voci sono storicamente esistiti e sono riportati con i loro nomi, le vicende che li riguardano sono di invenzione, ma si riferiscono a fatti e situazioni plausibili in quel contesto.
Altri personaggi sono di invenzione, servono come “attori” per impersonare delle vicende reali che ho romanzato nel libro. Ho scelto per loro dei nomi che ne rappresentino la natura specifica, così come d’uso in popolazioni tribali dove il nome del nascituro è legato a fenomeni della natura che lo contraddistinguono e a volte cambia nel tempo, adattandosi alle nuove situazioni. Anche nelle nostre epoche questa caratterizzazione è spesso data, soprattutto nei paesi di campagna, dai “soprannomi”.
Per un romanzo ambientato duemila anni fa, nel villaggio di origine celtico-ligure, poi romanizzato, di Bodincomagus, ho scelto di ideare dei nomi che partano come radice da parole che etimologicamente siano legati al celtico (e al gallico per quelle parole che poi sono state traslate nel piemontese).
Ambacandarte è la levatrice, ho ipotizzato che il suo nome significhi “colei che pone limiti al fiume”, nel libro è rappresentata in due eventi, separati tra loro da una fase temporale di alcuni anni, perciò, in un’epoca storica così remota, è come il passaggio da una fase adulta ad una di anzianità.
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