Eirene: La pace

Εἰρήνη “La Pace” – nelle acque del Bodinco (fiume Po), 20 secoli fa a Bodincomagus (Lauriano).

Tratto da Sergio Sapetti, Eriros – Eco di voci

Scrive Sapetti spiegando l’opera: “Tutte le mie opere possono essere lette su più livelli e con più interpretazioni, tutte esatte ma viste con ottiche differenti:Lo sfondo è il Bodinco, cioè il Po così com’era chiamato dai Celti oltre 2000 anni fa in questa zona. Le sue acque sono “sacre” qui da millenni si venera la Grande Madre, cioè la Matrona dei Celti, Iside degli egizi (qui portata dai romani), la Madonna Nera dei cristiani.

Il Romitorio (prima centro druidico, poi romanico) è un luogo mistico, con le stesse caratteristiche dei percorsi cristiani dei Sacri Monti (Crea, Oropa). Il Po per noi era un confine ed una ricchezza (qui vi erano i porti e i traghetti per attraversarlo), era una barriera ma anche una via di comunicazione, essendo navigabile. Perciò molte mie opere si ambientano sul Po oppure nella mia vallata.

L’acqua è anche il simbolo dell’inconscio, io “metto a nudo” la coscienza, com il mio lavoro aiuto le persone a immergersi in loro stesse, ad accettarsi, a conoscersi intimamente (molte hanno paura di sé stesse, non si accettano) e io cerco di aiutarle a “scoprirsi” (a togliersi le maschere) con la maieutica, l’arte di Socrate la cui madre fu una levatrice, cioè una ostetrica, che aiutava il bambino a nascere e la madre a partorire: maieutica. Mamma e bimbo esistono già ma possono avere difficoltà a realizzarsi, l’ostetrica aiuta, catalizza, armonizza, non aggiunge e non toglie, aiuta la natura già esistente e basta. Perciò: mettersi a nudo nel proprio inconscio, nella “selva oscura” di Dante, per catarsi (pulizia) in modo da conoscersi e quindi essere. Essere “in pace” (etimologia di Irene – Irina), conoscersi, informare.

La luna piena dello sfondo rende notturno e quindi ancora più da sogno e da inconscio profondo tutto il quadro. Gli uccelli in volo (che inserisco quasi sempre) oltre a dare profondità, tridimensionalità, sono il simbolo dell’Augure, cioè l’antico sacerdote druido che, osservando il volo degli uccelli, interpretava un auspicio per il percorso futuro

Non è banale, è uno studio profondo e attento, empatico e impegnativo”.

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