Fotografie d’antichi pensieri

20 secoli fa, cosa pensava Oviconia Luscinia, figlia di Euscarbio, uno dei principali protagonisti del romanzo di Sergio Sapetti: Eriros – Eco di voci?

Luscinia (Usignolo) abita a Bodincomagus (ora Lauriano) a Villa Laberia (probabilmente sita nella collina adiacente all’attuale via Roma di Lauriano); intorno al 100 d.C. diventa madre di Leucamara, un’altra protagonista fondamentale del libro.

In queste immagini una fase relativa alla gravidanza, poco prima che inizino le doglie, e una dell’allattamento di Leucamara.

 

Il divano triclinio è la riproduzione di uno tipico di quel periodo, il pavimento delle due immagini ricorda il “cotto piemontese”. L’uso di pelli come tappeti (bovino e ovino) è plausibile in un contesto rurale basato su allevamento e transumanza.

Il vetro della finestra, realizzato a mano, è di buona fattura, ma si nota opacità (vetri simili li avemmo ancora nelle nostre antiche case fino al secolo scorso). La luminosità degli interni e l’ampia finestra sono tratte da una domus di Industria.

L’acconciatura dei capelli è tratta dalle statue dell’epoca.

Il paesaggio sullo sfondo è quello delle attuali regioni Proose e Turna di Lauriano. La strada (sulla destra del disegno) è quella che porta verso l’attuale Moriondo. La posizione di Luscinia è tratta dal ritrovamento, nel sito di Industria, delle ossa di una donna (medievale) che aveva le rotule deformate per essere stata a lungo accovacciata (è detta dagli archeologi “donna squatting); nel libro questa prerogativa è assegnata ad una schiava della domus di Euscarbio, ma si ritiene che fosse comunque diffuso come atteggiamento.

 

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