Leucamara a caccia

Il ruolo della donna nelle popolazioni celtiche è di difficile connotazione, essendo basato su fonti indirette (spesso greche e romane), a volte leggendarie. Ma proprio dalle leggende si hanno dei riferimenti importanti a donne con incarichi sia di comando politico e militare, sia religioso.

Il mio romanzo storico Eriros – Eco di voci è riferito ad un momento ben preciso della storia, tra il primo e il secondo secolo, quando Bodincomagus (l’odierna Lauriano) era un importante villaggio di origine celtico-ligure che forniva sostentamento agricolo alla città colonia romana di Industria (situata nell’odierna Monteu da Po).

Leucamara è una delle principali protagoniste, è lei che trova la corrispondenza scritta del nonno, Oviconio Euscarbio con l’amico fraterno Lollio Mascolo (personaggio che trae ispirazione dal quadrumviro romano la cui epigrafe ci attesta la reale esistenza) e la cui lettura costruisce la trama del libro.

Nell’immagine: Leucamara (Bosco di castagni), accompagnata dal suo cane Luvos, osserva le tracce del daino, come le ha insegnato nonno Euscarbio  Il reggiseno è tratto dagli affreschi delle ville romane del IV secolo, che sono quindi posteriori di un paio di secoli alle vicende ma che possono comunque essere un punto di riferimento per la ricostruzione del costume. L’ambiente è quello della collina dell’attuale Romitorio di Lauriano.

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