La lezione del professor Sergio Sapetti, costruita attorno a una domanda semplice ma profonda: cosa resta di un secolo di storia quando viene raccontato dagli occhi dei bambini?
La lezione, dal titolo “L’Arcipelago degli sguardi bambini – I racconti veri di chi ha vissuto un secolo di Storia con gli occhi dell’infanzia”, ha proposto una riflessione sul valore della memoria infantile come chiave di lettura della storia collettiva.
Attraverso piccoli episodi di vita quotidiana, memorie tramandate tra generazioni e frammenti di esperienze familiari, il racconto ha accompagnato il pubblico dentro un mondo fatto di gesti semplici, stagioni lente e relazioni autentiche, ma anche di paure, privazioni e cambiamenti profondi.
«Piccole storie quotidiane, viste dai bambini, tramandate per generazioni ai figli e ai nipoti», ha raccontato Sapetti durante l’incontro. E ancora: «Ora che quelle voci sono polvere nel vento, intingo nel mio cuore la narrazione, ricca di gioia e nostalgia».
Nella sua riflessione è emersa l’idea della storia come patrimonio condiviso: qualcosa che appartiene tanto a chi l’ha vissuta quanto a chi oggi la raccoglie e la custodisce.
I racconti di “una volta”, ha spiegato il docente, restituiscono stili di vita scanditi dalla natura, dalla tradizione e da valori costruiti nella semplicità del quotidiano. Non manca però il lato più duro del passato: le angosce della guerra, la povertà, le difficoltà e quell’ingenuità che spesso accompagnava tempi molto diversi dagli attuali.
Al centro del percorso ci sono soprattutto i bambini: curiosi, vivaci, talvolta incoscienti. Bambini cresciuti nei paesi di pietra e nebbia oppure figli di emigrati che hanno conosciuto terre lontane, oltre l’oceano, in luoghi che sembravano appartenere a un altro mondo.
«I loro sguardi sono intrisi di gusto e colore mentre osservano l’antico mondo generare un futuro frenetico e assordante», ha sottolineato Sapetti, riportando il pubblico dentro quella dimensione in cui il ricordo personale diventa racconto universale.
L’incontro è stato anche occasione per guardare avanti: nel corso della lezione è stato infatti presentato il progetto del “Museo Diffuso”, iniziativa che punta a costruire nuove occasioni di valorizzazione del territorio e della memoria locale.
La chiusura dell’anno accademico ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, riunitosi nel Salone comunale per l’ultimo appuntamento del percorso Unitre di Torrazza Piemonte.








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