Quartiere romano

Tra Industria (Colonia Romana) a Bodincomagus (l’oppidum che produceva e gestiva le risorse agricole per la città) vi erano due chilometri di distanza, quelli che oggi separano Monteu da Po da Lauriano che da questi antichi centri abitati traggono origine.

La via di Industria giungeva a Bodincomagus da est, portava verso due zone: una a nord del villaggio, dove ora c’è la piazza della parrocchia di Lauriano, e un tempo vi erano i traghetti dei celti per transitare il Po (Bodinco).

L’altra arrivava nella zona dell’attuale Via Viale (già “via del giro”) attraversando il “Rio del Piano”, il secondo torrente di Lauriano, che nel 1800 fu canalizzato e interrato.

Nell’immagine vediamo due cavalieri giungere per questa via, andando verso il “quartiere romano” di Bodincomagus, presumibilmente localizzato nei pressi dell’attuale via Bodana, Via Anselmina, data la conformazione del quartiere (a… “quadretti”) ancora oggi rilevabile dalle mappe e la sua probabile vicinanza con una villa (presumibilmente “villa Cornelia” che diede poi il nome alla “regione Cornegliana”).

Uscendo dalle ipotesi della ricostruzione storica, torniamo al Romanzo: i due cavalieri sono Lollio Mascolo (che è l’alter ego del vero Triumviro nostro antico concittadino), riconoscibile per il prezioso drappo purpureo, e Oviconio Euscarbio (principale protagonista del romanzo) con l’abituale mantello verde scuro. Euscarbio monta una cavalla grigia, anche se, per via dell’ombra, risulta grigio scura, dovrebbe essere Eufrosine, la cavalla che regalò ad Abelia. Si noti la postura “storta” di Euscarbio, conseguenza delle invalidità di guerra. Da questi dettagli si deduce che l’epoca è agli inizi del II secolo.

Nel centro strada vi sono alcune pecore, Bodincomagus era un “mercato” (magus) nella zona dove il Po è navigabile (Bodinco). Era un mercato di transumanza degli ovini, tutt’ora praticata, da cui trasse origine anche la famiglia degli Oviconi (storicamente presente con due epigrafi di due nostri antenati pretoriani a Roma).

La parte alta degli edifici dell’insula è in legno (si presume che anche ad Industria le case di più piani erano in legno nei piani superiori al primo). I frutti rossi presenti su alcune bancarelle lasciano intendere che possano essere fragole o ciliegie, siamo quindi in primavera, al mattino presto, dato che l’ombra indica che il sole è ancora ad est, verso Industria e c’è decisamente ancora poca gente in giro. Non si vedono bambini per strada, non certo perché, essendo mattino, siano a scuola, ma probabilmente perché sono ancora impegnati con i lavori del mattino (soprattutto prendersi cura degli animali), più tardi la loro presenza sarà senz’altro tangibile.

Nel centro strada avrebbe potuto esserci una cloaca, come in epoca medievale, ma intanto non ne abbiamo alcuna notizia certa, inoltre questa strada è solo leggermente in pendenza, un convogliamento a cielo aperto di acque di scolo probabilmente era posizionato nel “cardo” (l’antica “contrada”, oggi Via Mazzini di Lauriano), rivolto verso le acque del Po.

Tratto dal romanzo:

Sergio Sapetti – Eriros Eco di Voci

Fonte storica:

Christian Parolo e Sergio Sapetti: Bodincomagus – Lauriano : Tesi sulla coincidenza dei due insediamenti. Sintesi del nuovo percorso di ricerca storica

Leave a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.