Matematica spiegata col… cubo

matematica-spiegata-col-cuboPer chi ha difficoltà ad organizzare i pensieri logico-astratti diventa impresa ardua, se non impossibile, riuscire a risolvere delle semplici disequazioni, perché non riesce a visualizzare in modo astratto il passaggio dei termini da destra a sinistra dell’uguale.

La teoria si basa su teoremi che insegnano a sommare, sottrarre, moltiplicare o dividere ambo i termini per lo stesso numero, dato che il risultato non cambia ma si ottiene una struttura più facilmente risolvibile.

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Chi ha gravi difficoltà con la simbologia o la logica, questo passaggio (apparentemente banale) è molto ostico.

Vi è però un metodo “visivo” che aiuta chi ha particolari problematicità a capire il meccanismo automatizzato da tutti gli altri: quello per cui, ad esempio, per portare un numero da destra a sinistra, gli si cambia di segno, oppure, lo si mette a frazione se era al numeratore.

Prendere (o costruire in cartone) un certo numero di cubi, disegnandovi sopra numeri, lettere, segni matematici ecc. Per rendere più semplice e immediato il lavoro, anziché cubi si possono usare quadratini di carta. Oppure si possono utilizzare delle applicazioni per tablet e computer, spostando forme “virtuali”.

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Disporre i numeri e i segni matematici nell’ordine della disequazione (lasciando un po’ più di spazio fra un gruppo e l’altro):

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Spiegare che, come per la strada, ci sono delle “precedenze”: prima si spostano i più e i meno, poi si vedranno le moltiplicazioni e le divisioni. Iniziare a spostare i cubi, in modo che le x siano tutte dalla stessa parte e con il segno +.

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Per facilitare la procedura, non dare nulla per scontato, inserire sempre i segni + davanti ai numeri, così da avere una visione chiara e completa, senza sottintesi. Quando un cubetto non serve più, toglierlo e sostituirlo eventualmente con uno nuovo (esempio togliere il + e inserire il – )

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Ragionare sui significati dei numeri: lo zero da solo vale come risultato, ma sottratto o sommato ad altro non cambia nulla, perciò ora lo si può togliere.

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Assemblare sempre i cubetti, perché stiano vicini ma un po’ separati per gruppi (es. +4x vicini; = un po’ staccato; -6 un po’ staccato ecc.). Far notare che quando non ci sono più somme o sottrazioni, si passa alle moltiplicazioni e divisioni, sempre con l’intento di lasciare la +x da sola.

 

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Gradualmente si forma il risultato finale:

 

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L’importante è che l’alunno impari la procedura, la visualizzi, la “tocchi con mano” (come imparare a contare sulle dita). Avere colori e forme può aiutare la memorizzazione ma se sono troppo variegate può confondere, meglio non esagerare.

Quando si è acquisita una discreta autonomia (sempre con disequazioni semplici), se è possibile, si può fare lo stesso esercizio sul quaderno, senza cubetti.

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