I miei antichi anabolizzanti e i 3 segreti per il successo

Noto con disappunto che la smania di raggiungere obiettivi agonistici di prestigio, al più presto e senza sforzo, stimola alcuni giovani ad utilizzare ed abusare di sostanze illegali, nocive per la salute, che illusoriamente permettono delle prestazioni fisiche eccezionali, ma che distruggono la vitalità corporea.

L’età dell’utilizzo di tali “veleni” si abbassa, fino ormai a raggiungere l’inizio dell’adolescenza!

A sedici anni io iniziai ad allenarmi costantemente con gli attrezzi, con esercizi di atletica pesante volti a potenziare le prestazioni agonistiche nelle arti marziali.

Unito ad un costante allenamento di karate, nell’arco di 10 anni (con un calcolo approssimativo) ho “sollevato” circa 20.000 tonnellate (il peso della Tour Eiffel), ai quali ho di frequente unito vari lavori agricoli: falciare l’erba, spaccare la legna, trasportare carichi, il tutto a mano. Infine si aggiungano i molti chilometri percorsi in bicicletta (spesso in salita e senza cambio) e di corsa.

I miei anabolizzanti per sostenere questo importante sforzo sono stati 3, nell’ordine di importanza:

  1. Volontà e determinazione mentale.
  2. Sopportazione della sofferenza.
  3. Alimentazione genuina.

Un particolare accenno all’alimentazione:

  • Miele, marmellata, latte, cioccolata, yogurt, pane o biscotti, frutta e oltre un litro d’acqua a colazione.
  • Frutta, pasta, fino a tre etti alla volta e notevolmente condita, carne e molta verdura, eventuale mozzarella, a pranzo. Circa un litro e mezzo di acqua, vino o birra.
  • Frutta, molta verdura, tonno, uova, 4-6 fette di carne, eventuale mozzarella, e poi un dolce di vario genere alla sera. Circa un litro e mezzo di acqua, vino o birra.

Successivamente, passando all’agonismo in “stenografia”, e lavorando a scuola fino a dieci ore al giorno, ho modificato alcuni valori, soprattutto serali.

Adesso l’età e i differenti impegni di vita e lavorativi mi consigliano un’alimentazione differente, ho modificato molto il metodo di allenamento, ho ridotto al minimo gli allenamenti agli attrezzi, non ho più una costante attività “agricola” come da ragazzo, ma se il lavoro me lo permette passo ancora una decina di ore alla settimana sul tatami e in palestra, permettendomi prestazioni ben più che dignitose tenuto conto che il mio corpo (segnato da tantissimi traumi) ha superato abbondantemente il mezzo secolo.

Se avessi bruciato la mia energia vitale quarant’anni fa, oggi non potrei più permettermi di lottare a terra per tre quarti d’ora di seguito, eseguire decine di trazioni e piegamenti consecutivi per più serie, percorrere in bici e a piedi centinaia di chilometri all’anno, soprattutto su sterrato.

Ho investito sul lungo periodo e ne sono orgoglioso e contento.

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