Il tempo è denaro

«Il fatto deve stare nelle prime righe, il lettore non ha tempo da perdere e ha bisogno di sapere subito di che si tratta. E poi va scritto chiaro, chiaro, chiaro, dev’essere semplice e sincero, ma anche invogliante.»

Giulio de Benedetti (direttore de “La stampa” nel 1960), tratto da Giampaolo Pansa – Romanzo di un ingenuo – Sperling & Kupfer Editori

Sto notando che sempre più di frequente le notizie che compaiono sui social network e che sono “linkate” ad articoli di pubblicazioni esterne, riportano dei titoli che a volte non rispecchiano il contenuto del testo e sono introdotte da poche righe di spiegazione che non chiariscono il vero concetto trattato. Questo dovrebbe stimolare il lettore, incuriosito dal titolo e lasciato “a metà” dal testo mozzato, a cliccare il link per vedere il prosieguo della notizia (sorbendosi solenni dosi di messaggi pubblicitari), ma, nel mondo moderno, in cui il tempo è dittatore sovrano, provocano un aumento di stress (e quindi di costo) che potrebbe poi non essere compensato dalla qualità della notizia.

La chiarezza e la semplicità sono le prerogative essenziali dell’informazione. I giornalisti torinesi degli anni ’60 erano noti per la precisione e pignoleria con la quale redigevano i loro articoli, tra essi vi furono valenti stenografi, come Giovanni Vincenzo Cima e Fausto Frittitta.

Nello stesso capitolo del libro suddetto, Giampaolo Pansa ricorda Fausto Frittitta, Campione Italiano di Stenografia, segretario di redazione del quotidiano torinese “La stampa”.

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