Aggressioni: continuare a lottare nonostante testate e calci alle gambe

Durante le frequenti e violente aggressioni degli ultimi tempi, oltre all’incrementato uso di armi, si è notato che anche in Italia stanno aumentando le testate e i calci alle gambe.

In una situazione che è già di panico, con i battiti cardiaci accelerati, i movimenti fini delle mani impossibilitati, il respiro affannoso, la visuale periferica chiusa a tunnel, se si subisce una testata, ci si sente ancor più frastornati, acciecati, soffocati e impressionati dalla forte emorragia, inoltre rapidamente ci si indebolisce, si rischia lo svenimento, si è in preda alla nausea.

Studiando i video delle telecamere di sicurezza, alcuni anni fa era raro vedere gli aggressori colpire da subito alle gambe. Ora invece questa tecnica è utilizzata con maggiore frequenza; si è verificata soprattutto in attacchi di bande di teppisti che, con strategie organizzate, azzoppano le vittime, colpendole con violenza alla tibia. L’eventuale istintiva protezione del volto di fronte ad una minaccia è bypassata da un inaspettato attacco alle gambe. In tal modo, oltre a rischiare la frattura dell’osso, chi subisce il trauma, cade a terra o comunque non è in grado di muoversi e reagire con scioltezza.

Ecco dunque l’importanza di mantenere il più possibile la calma e il controllo in condizioni estreme, la pratica sul tatami, le tecniche accademiche, il vigore fisico, possono essere vanificati da un colpo improvviso, semplice ma devastante, come una testata sul naso o un calcio in uno stinco.

L’allenamento va anche perciò volto ad addestrare la volontà a sopportare lo stress, a gestire la paura, a rendersi conto di come muoversi e lottare, nonostante il dolore e la disabilità provocata dalle lesioni.

Sopportare con maturità il dolore in caso di infortunio, essere attenti alle proprie reazioni, studiandole con dedizione perché il cervello si abitui a capire cosa sta avvenendo nel corpo, continuare ad agire, anche se si è incorsi in un trauma, sono atteggiamenti da praticarsi costantemente, sia quando lo shock avviene in un training marziale, sia quando accade in un incidente sul lavoro, nello sport o domestico. Se l’entità del danno lo permette, una volta eseguite le immediate pratiche di controllo e cura, ci si deve subito rimettere in azione, in modo da abituare mente e corpo ad agire nel modo appropriato pur in condizioni di menomazione.

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