Plinking

Il plinking è una pratica di training con armi ad aria compressa o di piccolo calibro, in modo da tenersi allenati in economia e in ambienti ristretti.

Il nome deriva da una parola onomatopeica inglese “plink” che evoca il suono di un piattello metallico o una bottiglietta colpiti da un proiettile.

In poligono, utilizzando armi di piccolo calibro (esempio calibro 22 LR) o ad aria compressa, si riducono i costi dei proiettili.

Chi ha già uno specifico addestramento da “kravist”, con le dovute attenzioni di sicurezza, può utilizzare dei “simulacri” (cioè riproduzioni fedeli di armi vere ma con una potenza da arma giocattolo), per allenarsi anche in ambienti domestici, sparando ad aria compressa dei pallini di plastica a brevissima distanza (dai 3 ai 7 metri al massimo, che sono spesso le distanze in cui avvengono la maggior parte delle sparatorie per strada o in luoghi chiusi!).

Il vantaggio dei simulacri da softair a basso potenziale è di permettere l’allenamento del “maneggio dell’arma”, cioè: il “tap” (controllo della messa in sede del caricatore), lo scarrellamento, il puntamento con la postura operativa, e quindi infine si può sparare al bersaglio in modo dinamico ma innocuo.

Questo allenamento, svolto con la dovuta frequenza, con abiti normali e in ambienti domestici, con ostacoli e illuminazione variabile è utile per potenziare l’addestramento nella difesa abitativa (spesso non ci si rende conto come anche l’ambiente più famigliare, al buio, sotto stress, diventi ostile e irriconoscibile).

Utilizzare armi da fuoco (o i loro simulacri, come se fossero veri) nel rispetto della legge e della sicurezza, aumenta il senso di responsabilità, perfeziona la precisione dei movimenti, permette di rendersi sempre conto delle molteplici variabili stressanti o invalidanti che possono verificarsi in caso di pericolo reale.

Non è infrequente constatare che sotto stress, in preda al panico, anche persone addestrate devono gestire eventuali guai inaspettati: inceppamento dell’arma, sgancio del caricatore, inconsapevole inserimento della sicura, ecc. inoltre il tremito e l’affanno che si ha in un conflitto reale può rendere difficoltoso l’inserimento dei proiettili nel serbatoio, l’esatta impugnatura dell’arma (con conseguenze deleterie nella mira), il maneggio in sicurezza (cioè senza mettere a rischio se stessi e degli innocenti durante un eventuale conflitto a fuoco). Ecco quindi che (oltre ad un addestramento specifico eseguito nei luoghi adeguati e con degli istruttori) è utile un allenamento costante (meglio se quotidiano) per poter gestire al meglio lo strumento di combattimento, partendo dall’aspetto psicologico e dalla giusta postura, e abituandosi a gestire paura, ansia, stress, nervosismo, rabbia ecc. quindi il plinking è una vera e propria “arte marziale moderna”.

 

 

 

 

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